Home / News / Recensione. La ragazza della fontana

Recensione. La ragazza della fontana

Bruna Larosa

Tempo. Spazio. Passato, troppo. Futuro, nessuno. Quando un uomo decide di perdersi? Come si può scegliere di esserci ma di non tornare più? O forse non è un perdersi, ma un ritrovarsi? E quando si cresce? Un momento esatto o succede poco a poco?

Una corsa sotto il sole acciuffando un supersantos come parabola della vita. Tante istantanee scattate con una polaroid o forse lapidari fermo immagine che si formano solo nell’immaginazione del lettore. Superficialità, una parola che non si addice all’esordio letterario di Antonio Benforte, La ragazza della fontana, edito da Scrittura e Scritture.

Il percorso della vita segue punti di vista differenti, a seconda di chi si pone come protagonista o osservatore ed  è così anche in questo romanzo che passa dalla narrazione introspettiva a quella oggettiva con una fluidità disarmante che, inizialmente, può cogliere di sorpresa il lettore.

C’è davvero il desiderio di conoscere l’altro, oppure ci si può accontentare di “ciò che si dice”? E perché qualcuno nasce leader di un gruppo e qualcuno finisce per implodere perdendo anche se stesso? Le vite si incrociano, i passi si moltiplicano, le persone sono negli stessi ambienti (un bar, quello di Nunzia, per citare il libro in oggetto), ma si conoscono davvero?

Da leggere perché: fa sentire il sapore dell’infanzia in estate, quando si vuol scoprire tutto, anche il gusto della sabbia del mare. Potrebbe essere definito un tuffo nel passato, se non fosse che posti così e persone così autentiche ce ne sono ancora (e c’è da ringraziare per questo). Ognuno è un po’ il “capitano” di se stesso, ma questo solo chi sceglierà di leggere La ragazza della fontana potrà capirlo davvero.

 

About promuovilibro

Check Also

Perché Sanremo non è San Remo

Sbagliano a tutti i livelli, sarà la base cattolica su cui si “fonda”, volenti o …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *