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Puttane antifasciste, oggi

Bruna Larosa

Vite di donne che non si piegano. Questo il lapidario pensiero che si matura quando si termina la lettura di “Puttane antifasciste nelle carte di polizia”. Il paradosso più affascinante che il libro ci offre è dato dal fatto che tutte le protagoniste sono state screditate durante la loro vita. Si tratta di donne di cui si parla solo per il vizio, vero o presunto: eppure leggiamo oggi di loro attraverso le lenti di quella dolcissima virtù chiamata disobbedienza.

Poco contano le lettere, dettate più dalla stizza che da un reale ravvedimento, in cui si chiede scusa al duce per il proprio comportamento: un passo obbligato per uscire dai registri di quelle che dovevano essere le sorvegliate. Si tratta di richieste scritte con grafia incerta, incespicante, una sorta di richiesta di “diritto all’oblio” che aggiunge solo il sapore della rabbia a ciò che le nostre protagoniste già avevano dovuto sopportare.

Ma tutte le donne che erano contro il fascismo erano prostitute?

Bastava un intercalare, un’imprecazione o ancor meno: una gelosia, e si finiva schedate e mandate al confino in un’epoca in cui i mezzi di comunicazione erano scarsi e le distanze imprescindibili.

Matteo Dalena con il suo libro copre la distanza più difficile da colmare: quella del tempo e apre il sipario di una condizione, quella femminile all’epoca del fascismo, che ha ancora profondissimi retaggi nella nostra quotidianità.

Se una donna ha successo è “una che la dà”, così se è capace, abile, intelligente, migliore. In tutti questi casi è una “puttana”. A dirlo non solo gli uomini, ma anche le altre donne.

Il fascismo non c’è più come regime ufficiale, ma la condizione della donna è forse cambiata? Leggere Puttane antifasciste nelle carte di polizia, apre uno spaccato inesplorato della storia del ventennio più buio d’Italia e al tempo stesso porta a riflettere sulla condizione attuale della donna che, nonostante le scarpe rosse sparse nelle piazze, continua a camminare scalza, senza dignità, se non si conforma alle ideologie, alle trappole e agli scorni che tanto piacciono al comune sentire.

 

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